WiseUP - Comunicazione aperta

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Come cambia la comunicazione politica nell’era dei social media?

Scritto il: 26/03/2013 Scritto da: Dario

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Chiunque si stia tenendo informato sugli avvenimenti politici del nostro paese se n’è accorto già da un po’: quello che stiamo vivendo è un periodo di grandi trasformazioni, sotto numerosi punti di vista. Per ciò che ci riguarda più da vicino, anche dal punto di vista della comunicazione stiamo assistendo a dei cambiamenti significativi, di cui un esempio lampante è stata la campagna elettorale che ci siamo appena lasciati alle spalle, per certi versi unica nel suo genere (nel bene e nel male).

Proprio di questo si è parlato a un bell’evento a cui il team di Wiseup ha avuto il piacere di partecipare qualche giorno fa: “#PoliticsTTT Social Media e Comunicazione politica” organizzato dall’associazione SocialabTTT, attiva nell’organizzazione di eventi per la promozione della cultura digitale su tutto il territorio nazionale.

Alla presenza di alcuni validissimi analisti e commentatori del web e in particolare Emanuela Zaccone (Aida Monitoring), Giovanni Scrofani (Progetto Gilda35), Pierluigi Santoro (blogger de “Il giornalaio”), Andrea Nelson Mauro (Twitantonio) e con la gentile collaborazione di Matteo Lepore, assessore del Comune di Bologna con delega a Comunicazione e Marketing urbano, si è dato vita a un bel dibattito incentrato, appunto, sulle trasformazioni in atto nel mondo della comunicazione politica.

Cosa è emerso dunque, dalle due ore passate insieme? Tantissime cose ovviamente, numerosi spunti di riflessione estremamente utili e soprattutto un confronto che ha fatto emergere i vari punti di vista sul tema. Sperando che possiate ritenerlo utile, in questo post cercheremo di desumere alcuni punti chiave sul tema e ciò che ne è venuto fuori:

 

  • Comunicazione “tra pari”: la grande assente

 

E’ opinione diffusa che la rete permetta un maggiore coinvolgimento delle persone: i social network dovrebbero per loro natura consentire quindi una partecipazione attiva degli utenti che li utilizzano. Ciò che è mancato nell’ultima campagna elettorale è stato proprio un atteggiamento realmente aperto e coinvolgente da parte dei politici italiani. La comunicazione delle varie parti politiche e dei rispettivi leader è stata sostanzialmente unidirezionale, sebbene gli strumenti utilizzati permettessero la partecipazione degli elettori. Per le campagne elettorali che verranno quindi questo è un punto da ricordare: comunicare per coinvolgere e non per sparare spot e sentenze.

 

  • Gestione dei canali social: staff o politico in persona?

 

Chi deve gestire gli account social degli esponenti politici? In che misura e con quali modalità il politico deve coordinarsi con i propri consulenti e il proprio staff di comunicazione? O, addirittura, è necessario che il politico si affidi a degli esperti per curare questi aspetti? Tante le opinioni a riguardo e le possibilità esplorate, ma sulla base di ciò che abbiamo visto in questi mesi, la linea guida deve essere sempre una: la trasparenza e la coerenza tra comportamenti offline e comunicazione online.

 

  • L’importanza di una strategia comunicativa 

 

Anche se ancora oggi non si è riusciti a stabilire chi abbia vinto veramente le ultime elezioni, dal punto di vista comunicativo qualcosa di certo c’è: chi ha pianificato e portato avanti una strategia comunicativa precisa, ha portato a casa un risultato soddisfacente (anche oltre le aspettative). Chi invece ha fatto comunicazione politica senza seguire un vero progetto e ha proceduto secondo le necessità dell’occasione si è trovata spesso in difficoltà e, alla fine, ne ha subito le conseguenze.

 

  • Quali strumenti per quali obiettivi

 

#PoliticsTTT è stata anche l’occasione per ribadire un concetto che vale tanto per la comunicazione politica quanto per quella aziendale, istituzionale, sociale ecc.. a seconda di quelli che sono gli obiettivi prefissati si devono selezionare gli strumenti più adeguati e attuare le strategie più consone nel rispetto dei linguaggi delle varie piattaforme. Facebook, twitter, youtube o i blog non funzionano allo stesso modo, ma soprattutto servono a scopi specifici. Noi ormai lo sappiamo bene, ma chissà se i politici questa volta lo hanno capito…

 

  • Partecipazione e coinvolgimento dei cittadini

 

Uno dei temi più interessanti è stato quello relativo al rapporto tra istituzioni e cittadinanza: un percorso di cui si è molto discusso in Italia nel corso degli ultimi mesi, ma per il quale ancora si può fare molto. L’obiettivo da raggiungere è sempre quello di un maggiore coinvolgimento, anche tramite le piattaforme social, e su questo c’è ancora molto da lavorare…

 

Come si diceva all’inizio quindi un grande momento di cambiamento per la politica e il suo modo di comunicare con i cittadini. Sapranno leader e partiti cogliere questi nuovi impulsi? Ai post(eri) l’ardua sentenza…